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Tensostrutture accanto alle uscite degli aeroporti di Milano Linate e di Malpensa per fare subito il tampone per individuare il coronavirus ai viaggiatori di ritorno dalle vacanze nei Paesi - Croazia, Spagna, Malta e Grecia - individuati dal ministero della Salute come quelli per cui è obbligatorio il test. E' l'ipotesi principale su cui lavorano l'Usmaf, l'ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera del ministero e la Regione Lombardia per ridurre il caos di questi giorni, con migliaia di persone che rientrano in Italia e che devono fare i conti con le attese per fare i test, senza però avere obbligo di quarantena ma solo di ridurre gli spostamenti e usare la mascherina fino all'esito dell'esame.

Coronavirus, tendoni all'uscita di Linate e Malpensa per i test rapidi ai vacanzieri: all'Ats Milano già 8mila richieste
Perché se per lo scalo di Orio al Serio la vicinanza degli ospedali di Alzano Lombardo e Orio al Serio, pur tra lunghe code e attese, risolve il grosso del problema, così non è per gli altri due aeroporti. Ecco perché ieri si è messa in moto la macchina per fare i test ai vacanzieri appena scesi dall'aereo. Per Malpensa l'ipotesi a cui Usmaf e Regione starebbero lavorando è quella di fare le analisi a chi rientra dalle vacanze in uno spazio adiacente al Terminal 1. Non è semplice, però: bisogna infatti sia evitare gli assembramenti, viste le norme anticontagio, sia gestire i flussi di passeggeri in modo che tutti quelli che arrivano dai quattro Paesi a rischio non si incrocino né con i viaggiatori provenienti da altre località, né con coloro in partenza. Facile a dirsi, (molto) difficile a farsi. Ancor più problematica l'individuazione di uno spazio a Linate, riaperto nelle scorse settimane ma ancora oggetto di lavori.


Coronavirus, tendoni all'uscita di Linate e Malpensa per i test rapidi ai vacanzieri: all'Ats Milano già 8mila richieste

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Di qui, la seconda ipotesi, ovvero allestire delle tensostrutture fuori dagli scali, e far transitare da lì chi deve fare i test. L'obiettivo è organizzare tutto per la metà della settimana. Non è semplice, però: l'Usmaf non ha ancora i kit per i test. E solo tra oggi e domani ne dovrebbe ricevere una prima fornitura, di quelli rapidi sierologici con pungidito, che danno il risultato in mezz'ora e sono da fare al posto del tampone. In più, l'ufficio non ha abbastanza personale: di qui la richiesta di aiuto alla Regione, che per ora sta gestendo da sola la situazione. Sia con 1.100 tamponi già fatti nella Bergamasca, sia cercando di far fronte alle richieste con numeri da capogiro che arrivano alle Ats: solo su Milano, si parla di oltre 8mila segnalazioni ricevute nel weekend di Ferragosto (di cui tremila di persone che rientreranno nei prossimi giorni). Per far fronte alla pressione, in città l'idea è di potenziare i punti prelievo "drive-in" già presenti a Bollate, Cinisello, San Carlo, San Paolo, San Raffaele e viale Jenner, raddoppiando orari e personale, e destinandoli solo ai tamponi da fare ai turisti.

Coronavirus, tendoni all'uscita di Linate e Malpensa per i test rapidi ai vacanzieri: all'Ats Milano già 8mila richieste

Fonte: La Repubblica (Milano)

 

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