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Sempre in prima linea, in strada con i suoi uomini, “per dare il buon esempio”. Nei prossimi giorni, lascerà il Commissariato di Monza il Primo Dirigente Dottor Angelo Giuseppe Re: promosso al grado di Dirigente Superiore della Polizia di Stato, lascia la funzione di Dirigente del Commissariato di Polizia di Stato di Monza in attesa del nuovo incarico. Dal primo di aprile sarà a Roma per un corso di aggiornamento, terminato il quale conoscerà la sua nuova destinazione, che ancora non è stata comunicata.

Siciliano, originario di Agrigento, 58 anni, è stato a capo del Commissariato di viale Romagna per 5 anni, dal 2014, tornando di fatto in Brianza, dove aveva prestato servizio quando il commissariato della Polizia di Stato si trovava ancora in via Manzoni, dal 1992 al 2000. «Monza mi ha portato fortuna – racconta – Dopo il 2000 ho diretto il commissariato di Cinisello Balsamo, prima dell’incarico milanese nel Reparto prevenzione crimine della Polizia di Stato per la Lombardia. Poi sono stato a Bergamo, come capo di gabinetto della Questura, quindi di nuovo a Milano al commissariato Bonora-San Siro. Ora lascio di nuovo questa città, diretto dove ancora non lo so».

Qual è l’operazione che ricorda con più entusiasmo?

A Monza ho vissuto un periodo particolarmente intenso. L’attività più cospicua è stata quella di Polizia Giudiziaria, che ha permesso di portare a termine indagini veramente importanti, che spesso hanno avuto risonanza anche a livello nazionale. Come non ricordare le operazioni Transitus, Sballo 2.0, Velarium o tutte le indagini sulle violenze sessuali, come quella che ultimamente ha portato all’arresto del finto ginecologo. Tantissime poi le attività di ordine pubblico, quelle legate a manifestazioni importanti, come l’arrivo del Papa nel 2017 o i concerti, gestiti egregiamente dai miei uomini, senza mai mettere a rischio i cittadini.

Il problema droga a Monza. Come l’avete gestito?

 

Non abbiamo mai abbassato la guardia, abbiamo arrestato diversi spacciatori e l’attività di contrasto, in collaborazione con tutte le forze di Polizia, è sempre stata e continuerà ad essere fondamentale per cercare di limitare un problema difficilissimo da debellare, specie nelle zone più degradate, come quella intorno alla stazione.

Lei è sempre stato un uomo in prima linea…

Assolutamente sì. Credo che il sistema migliore per dirigere un ufficio sia dare il buon esempio. Dare coraggio ai miei uomini è stato fondamentale. La strada, l’azione, mi mancheranno moltissimo.

Qual è stato l’episodio in cui si è sentito più a rischio?

All’inizio del 2018, durante lo scontro tra CasaPound e i centri sociali. In quell’episodio sono rimasto ferito. È stato un momento molto delicato, perché ho dovuto ordinare la carica in mezzo a un mercato affollato. Per fortuna siamo riusciti a evitare che qualcuno si facesse male e, infatti, a parte qualche cassetta di frutta, nessuno dei cittadini è rimasto coinvolto.

Anche il rapporto con i centri sociali è molto delicato…

Si, lo è. Noi interveniamo gestendo il momento critico, ma la questione è sotto la lente di ingrandimento delle istituzioni e di tutte le forze di polizia. Abbiamo sgomberato delle aree, ma ci sono zone abbandonate che non essendo messe in sicurezza permettono di essere continuamente occupate abusivamente. Ripeto, la situazione è monitorata da più parti. 

Il suo rapporto con la politica?

Ho sempre lavorato benissimo con tutte le forze politiche che si sono succedute. Credo fermamente che le forze di Polizia abbiano valori e compiti indipendenti dai colori delle forze politiche incarica, non per niente prestiamo un giuramento alla Costituzione e alle Leggi dello Stato. Negli anni la collaborazione con le forze politiche è sempre stata piena. Anche con la Magistratura, che ringrazio, perché negli anni c’è sempre stato e continuerà ad esserci un rapporto di fiducia reciproca che ha permesso che ci venissero affidate indagini anche molto delicate.

E con i giornalisti?

Lo stesso. Ho sempre riscontrato grande professionalità tra i giornalisti della Brianza. Mai notizia è stata travisata e se è stato da noi chiesto di aspettare a divulgare informazioni che avrebbero potuto compromettere indagini è stato fatto.

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Eleonora D'Errico

Giornalista professionista, appassionata di scrittura, lettura e parole. Per me la vita è riassumibile in alcuni concetti basilari: posti da vedere, persone da conoscere, vite da scoprire e storie da raccontare. Amo la natura, le mie due gatte, le cose semplici e il profumo delle pagine dei libri vecchi. Sono una sognatrice e un’idealista, credo fermamente nel potere del giornalismo costruttivo e nella forza delle parole.

Fonte: Google News

 

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