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Milano, addio alla mamma delle pigotte Unicef: morta Jo Garceau

"Quando ho pensato di realizzare le Pigotte non mi aspettavo che quest’idea avrebbe fatto tanta strada". Così scriveva Jo Garceau, l'americana che inventò le pigotte, le bambole solidali che ogni anno Unicef fa realizzare nelle scuole e nei centri per anziali per poi venderle ricavando fondi per salvare le vite di centinaia di migliaia di bambini nel mondo. La donna, che risiedeva nel milanese a Cinisello Balsamo, si è spenta all'età di 80 anni.

A dirle addio attraverso un lungo post su Facebook è stata Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello: "È morta Jo Garceau una cittadina che ha dato prestigio alla nostra città impegnandosi per i bambini del Mondo. Jo era una persona speciale voglio ricordarla a chi l'ha conosciuta ma anche a chi non ha avuto questo piacere". 

Garcenau aveva inventato le bambole di pezza ispirandosi a quelle che la nonna le confezionava per Natale quando era bambina negli Stati Uniti. "Ho pensato che sarebbe stato bello ricreare quello spirito di compartecipazione, di amore e di gioia che coinvolge diverse generazioni: nonni, figli e nipoti. A questi elementi ho aggiunto il valore della solidarietà creando bambole di pezza che potevano essere adottate", scriveva Garceau sul sito di Unicef.

"Jo era nata nel 1938 e si chiamava Joanna Adelina Garçeau era nata in America da padre francese e madre pellerossa della tribù del Cherokee (delle sue origini era molto orgogliosa)", ricorda Gasparini, che ricostruisce anche l'arrivo in Italia della donna, giunta a Roma grazie a una borsa di studio. "Iniziò la carriera di cantante e poi anche attrice - continua il sindaco -  È venuta ad abitare a Cinisello Balsamo dopo il matrimonio con un avvocato".

Grazie all'idea delle pigotte di Jo Garceau, Unicef ha potuto raccogliere 27 milioni di euro nel corso di 30 anni, coinvolgendo alunni delle scuole e anziani di circoli ricreativi e case di riposo, e aiutando 800mila bambini in tutto il mondo. "Chi realizza e/o adotta una Pigotta di fatto aiuta un bambino in attesa di un aiuto che può salvargli la vita", scriveva la donna a proposito delle bamboline di pezza.

Garceau aveva poi lavorato ad altri progetti sempre in favore dei bambini, di cui uno per prevenire abusi e malattie coinvolgendo i pediatri e altri per aiutare i meno fortunati. "Cara Jo grazie - conclude Gasparini su Facebook - sei la dimostrazione di cosa può fare una persona che vuole dare il suo contributo per la giustizia sociale, per garantire ai bambini pari diritti e per dare loro l'opportunità di una vita migliore".

Fonte: Milano Today

 

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