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STORIE :: viaggio tra i volontari impegnati sul territorio contro la crisi e l’indifferenza

 

Il silenzioso 'esercito del bene'

 

Tanti i giovani che si mettono alla prova quotidianamente


di Monica De Astis

E' proprio vero: c'è più gioia nel dare che nel ricevere. Non è solo una massima degli At­ti degli Apostoli, ma un accosta­mento di parole che riassume lo spirito del 'fare senza voler in­dietro nulla'. Lo spirito del vo­lontariato insomma. Quel volontariato che, soprattut­to nei periodi di crisi e incertez­za, si trasforma in vera e propria ancora di salvezza arrivando a co­prire le carenze dello Stato e delle amministrazioni. Coesione sociale, cultura, coo­perazione, rivalorizzazione del­la persona, sanità e molto altro ancora: infiniti, i rami attraver­so cui ci si può mettere al servi­zio del prossimo. E il Nordmilano in questo è un caso esemplare. Per capirlo è bastato un rapido 'viaggio’ tra i Comuni di Sesto, Cinisello e Bresso. Tante affascinanti storie di chi sia all'interno di associa­zioni che autonomamente, dedi­ca parte del proprio tempo a rendersi utili agli altri. Ma cosa li spinge a farlo? Mol­te le risposte, come molte sono le esperienze personali che han­no portato gli intervistati alla grande scelta. Tutte però, sono legate da un filo conduttore: la convin­zione che attraverso il proprio ope­rato, qualcosa possa cambiare, e in positivo.

Il primo a crederci è Michele, gio­vane consigliere comunale sestese, che da anni s'impegna per por­tare in città alcuni bambini del Sahara Occidentale, dandogli l'opportunità di ricevere cure mediche e conoscere un nuovo mondo. Significativa poi, l'espe­rienza di Giulia al Centro di Cultura Popolare del quartiere Marzabotto di Sesto: «Aiutare adolescenti poco seguiti a trova­re una motivazione per impe­gnarsi nello studio è complica­to, ma quando una ragazzina dopo mesi passati a dire 'non mi piace niente', capisce che vorreb­be 'diventare giornalista', ecco che qualcosa si è mosso». In una società traboccante di at­tività per passare il tempo, c'è an­che chi, per fortuna, vuole usar­lo in modo utile, senza sprecar­lo. E' il caso di Alessandro, l'Operatore del Sorriso bressese, che assieme ad altri quat­tordici formidabili 'clown’ por­ta sorrisi e allegria negli ospeda­li del Nordmilano, e di Ales­sandro il sestese, che appena può si spende per aiutare perso­ne in carrozzina e adolescenti a studiare e riparare il pc. «Non si tratta solo di usare bene il pro­prio tempo - spiega il sestese - ma anche di non lasciare le per­sone sole».

Il contrasto alla solitudine e all’emarginazione di chi e in dif­ficoltà, ha spinto anche Martina, Corinne ed Enzo a mettersi a completa disposizione del pros­simo; l'operato in Croce Rossa e Protezione Civile è uno degli esempi più nobili per mostrare quanto la cura dell'altro sia fon­damentale. «La cura del prossi­mo non si vede solo nelle gran­di emergenze - spiega Enzo -, ma soprattutto nel quotidiano». A saperlo bene è anche Lorena, la giovane volontaria di un'asso­ciazione 'made in Sesto': si trat­ta dell'Associazione Volontari Ospedalieri (AVO), che opera in ospedale e case di riposo per portare allegria a chi e mala­to.

A fianco di queste motivazioni, infine, ce ne sono anche di più pragmatiche, come il 'fa­re gruppo' e la ric­chezza formativa che il volontariato procu­ra. «Un arricchimento per gli altri - lo defini­sce Viviana di Emergen­cy - ma soprattutto, per il volon­tario stesso». Anche Emergency, fondata dal sestese Gino Strada e fiore all'occhiello del­la città e quest'anno, festeggia i suoi 20 anni di vita e interven­to in 16 paesi del mondo.

Fonte: Il Gazzettino di Sesto San Giovanni 13 Marzo 2014

 

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